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• lunedì 24 ottobre 2005

Fine del blog su clarence: da oggi continuo a scrivere su papessa.splinder.com. Gli archivi rimangono qua.

di papessa, 17:31
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• giovedì 13 ottobre 2005

Wanda Breda presenta
idrAULICA
tre incontri di poesia per rompere le acque

14 Ottobre, ore 22, Lavatoio
Poetry Slam, MC Luca Tognacci
gara di poesia - giuria scelta fra il pubblico
 
15 Ottobre, ore 16.30, Da Gambòn
Tommaso Labranca: Poesie dell'agosto oscuro


16 ottobre, ore 16.30, Da Gambòn
Roberto Paci Dalò (Giardini Pensili) e Lora: Rive
performance musicale sui versi di Gabriele Frasca

Luoghi degli incontri:
Bar Trattoria Da Gambòn, via Montefeltro, 19.
Lavatoio, via di Mezzo
Rimini

di papessa, 11:51
1 Commento
• giovedì 13 ottobre 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di papessa, 10:24
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• domenica 18 settembre 2005

Amica della sposa o dello sposo?

Del dj.

di papessa, 14:44
7 Commenti
• venerdì 19 agosto 2005

Esterno notte, seduti ai tavolini di un bar: dopo una presentazione il Poeta è seduto vicino a una collega, che gli parla di una tre giorni di arti performative che aveva organizzato.

Poetessa (entusiasta): "quest'anno oltre ai reading, alle performance, alla videoarte e al teatro abbiamo anche avuto uno spettacolo di danza!

Poeta: ...

Poetessa: non ti piace la danza?

Poeta: veramente no

Poetessa: nemmeno la danza contemporanea?

Poeta: Ah, intendi la lapdance?

di papessa, 18:25
4 Commenti
• venerdì 19 agosto 2005
Così, giusto per il titolo.
di papessa, 17:27
1 Commento
• venerdì 12 agosto 2005
Ecco: mica il cielo di Romagna, che qui c'è gente che deve lavorare, ecchecazzo.
di papessa, 09:58
1 Commento
• martedì 2 agosto 2005
L'altra sera ero in macchina, volevo dire delle cose che non sono riuscita a dire, epperò ne ho dette altre, e ho avuto una rivelazione.
E il bello era che stavo dicendo una cosa che ho sempre pensato, ma solo mentre la dicevo ad alta voce mi sono resa conto di quanto fosse vera, e delle implicazioni che comportava.
Ho ripensato a questi ultimi quindici anni, mi è preso male: come se non bastasse, oggi ho scaricato Marmellata # 25.
di papessa, 17:05
6 Commenti
• sabato 23 luglio 2005
Coi 30 anni di ritardo che su certe questioni il nostro paese mantiene cocciutamente, e con la complicità di due pellicole che escono contemporaneamente nelle deserte sale cinematografiche
d'estate (un film e un documentario, titoli simili, soggetto identico: "Lords of Dogtown" di Catherine Hardwicke e "Dogtown and Z-Boys" di Stacy Peralta. Entrambi dedicati al quartiere di L.A. i cui teenagers misero a punto la concezione moderna di skateboard come fattore della sotto-cultura urbana), anche il pubblico italiano, dunque, s'accorge di uno dei fenomeni cardine della street culture: lo skateboard, appunto, dagli albori clandestini e trasgressivi fino all'attuale
proliferazione consumistica. Certo, a leggerne sulla stampa italiana non c'è da stare allegri: solo Edmondo Berselli su Repubblica s'impegna a capirne qualcosa di più. Altrove è tutto un generalizzare, un banalizzare, un catalogare a cacchio, un racchiudere in poveri decaloghi e smunti A-Z l'evoluzione e la mistica di un'idea complessa, che va oltre la tavola a rotelle per occuparsi di estetica, psiche e di cerimoniale della crescita.
Anche Parioli ha i suoi skaters. Scendono giù come proiettili per le strade curvose di San Valentino e dei Monti Parioli, a ore improbabili come la canicola delle tre, annunciati dal rullio dei cuscinetti sull'asfalto morbido. Danzano come miraggi. Sono splendidi. Da far impallidire i modelli di Vogue e reggere il confronto con gli efebici colleghi della California meridionale. Tanto per cominciare rifiutano ogni forma di protezione di sicurezza e vengono giù per quelle discese ripide accucciati sulle tavole senza gomitiere, caschetti e altri gingilli da skatepark.
Perché a Roma, per fortuna, ha preso piede lo street skate, quello per uomini veri, quello che in America è proibito dappertutto, perché te li vedi spuntare di colpo tra le macchine e perché travolgono le signore con la spesa sui marciapiedi. Ma è lì che lo skateboard smette d'essere un passatempo parasportivo e diventa un simbolo, una rappresentazione, oltre che una chiave tutta particolare di partecipazione alla collettività.
Insomma i ragazzi con lo skateboard, sia che si comportino da strafottenti, sia che per timidezza provino a diventare invisibili, appena crescono di numero diventano un fastidio per la cittadinanza,
una mina vagante. Roba che gli anziani vedono come il fumo negli occhi e se la cosa prendesse piede non ci vorrà  molto perché proibiscano anche da noi, come nei suburbia d'America, l'utilizzo della tavola fuori dagli spazi appositi (recinti tristi, peraltro). Eppure la struggente bellezza della visione di questi ragazzi va ben oltre i modesti problemi che si possono creare: c'è qualcosa di misteriosamente attraente, una celebrazione in movimento dell'età perfetta, una magica armonia, un'appagante sollecitazione estetica a osservare l'incurante minorenne che dribbla gli ostacoli, disegnando ampie curve e poi spigoli improvvisi col suo modesto e perfettissimo mezzo. Un vecchio campione americano di skateboard m'ha raccontato di dover sopportare periodiche accuse di pedofilia perché, adesso che ha passato i trenta, non riesce a rinunciare alla compagnia degli skateboarder che hanno la metà degli anni di lui, né riesce, adesso che è sposato e sistemato,
a non seguirne le rischiose peripezie esistenziali e a non spiare la diabolica bellezza dei suoi giovani eredi: "Mi scoccia d'essere costretto a precisarlo, ma non sono omosessuale. Eppure se
uno di questi ragazzini mi sfreccia accanto e poi si sfila la maglietta, beh, divento pazzo".
Qui, nella misurata Roma Nord, siamo soltanto felici che sia nata e stia relativamente prosperando una scuola locale di skateboard e che aprano come funghi i negozi specializzati. I teenagers arruffati e concentrati che frequentemente vedo sfrecciare per le strade del quartiere sono tra i miei eroi virtuali. Certe volte li incrocio che si dissetano al chiosco che frequento, su a  Villa Balestra, mentre parlano fitto tra  loro e distrattamente coi piedi continuano a giocare con gli skate. Poi, di colpo, ripartono come uno stormo. Con le camicette scozzesi che svolazzano, le scarpe slacciate ad arte e la sbertucciata tavola Santa Cruz, obbediente ed elastica come uno strumento d'estrema precisione.
Stefano Pistolini, Il foglio, 2 luglio 2005
di papessa, 16:36
2 Commenti
• mercoledì 29 giugno 2005

Un weekend libero

Mamma mia degli Abba

"Penso a delusioni, a grandi imprese, a una thailandese*"

*Anche se non proprio nel senso che intende Lucio Dalla.

di papessa, 15:58
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• martedì 14 giugno 2005
È così falsa che finge l'orgasmo anche quando si masturba.
di papessa, 22:23
1 Commento
• giovedì 9 giugno 2005
Mrs. Robinson (la canzone) la so a memoria da quando avevo sedici anni.
Adesso che di anni ne ho il doppio, e dopo aver visto Il laureato, ho capito che Mrs. Robinson appartiene ad Anne Bancroft tanto quanto Lolita appartiene a Sue Lyon.
di papessa, 15:01
5 Commenti
• lunedì 6 giugno 2005
Passano gli anni i mesi, e se li conti anche i minuti
È triste trovarsi adulti senza essere cresciuti
di papessa, 14:11
6 Commenti
• martedì 24 maggio 2005

Domani sera su Italia1 trasmettono un film interpretato da Britney Spears.

Certi tramonti nello specchietto retrovisore del camper.

Un ragazzino di quindici anni che, approfittando di un momento di attenzione del gruppo se ne esce con: "Sabato pomeriggio? Non posso venire, devo bombare con la morosa". Segue momento di ormonale e gioiosa ilarità collettiva.

di papessa, 20:48
17 Commenti
• sabato 14 maggio 2005
Le persone non scherzano mai, soprattutto quando scherzano.
di papessa, 15:04
1 Commento




Io.jpg
Per molti, ma non per tutti

SantaMail


A grande richiesta (mia)
Un regalo (sempre mio)
SE GLI INSETTI SI RIBELLANO ALLE PIANTE
e le piante si ribellano alle case
poi le case si ribellano alle stanze
e le stanze si ribellano a mia madre.

e se mischio il sole e il tuorlo d’uovo
e il pompelmo: e li bevo alla mattina
cresco bella come una mimosa
gialla e grandissima come la Cina.

poi se imparo davvero a riordinare
dati e abiti negli armadi e nel cervello
penso nulla mi potrà mai più frenare
a capire cosa è vita e cosa è bello.

allora l’amore crescerà da solo:
come un timido geco ipocondriaco
o un diamante talmente plateale
da sconfiggere persino lo zodiaco.

Francesca Genti
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