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SantaSede
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• domenica 29 giugno 2003
La volpe, avendo fame, si sforzava di raggiungere a salti certi grappoli in cima ad un pergolato. Non ci arrivava; e allora, borbottando, se ne va: "Non è matura: acerba non mi piace". Poi arrivò il Piccolo Principe a romperle i coglioni. Bella giornata di merda (e la morale di questa storia, è che la merda non è così brutta come la si dipinge?).
• mercoledì 25 giugno 2003
Spiace vedere che d'estate si brucino trasmissioni televisive interessanti. Dopo Velone, il cui presunto scandalo è stato rapidamente digerito, è la volta di The Bachelor: venti ragazze chiuse in una villa in attesa di venire scelte dall'uomo dei sogni. Potrei dilungarmi in considerazioni verbose sui modelli femminili che passano in televisione, però preferisco concentrarmi su altre cose. Che caratteristiche deve avere questo principe azzurro? Non è che gli autori del programma si sono ispirati ad un vecchio speciale di Libero sull'uomo ideale? I nomi che circolano sono di quelli eccellenti: Emanuele Filiberto o PierLuigi Diaco. Il primo è indubbiamente un principe, ma quanto alle altre doti richieste (bellezza, intelligenza, fascino) se le dovrà far prestare. Diaco, beh, non è nemmeno un principe (per tacere del resto). Comunque si sparano nomi per cercare di attirare l'attenzione. Peccato, però: non sarebbe stato male l'arrivo di Diaco in villa con le venti ragazze che lo bombardano di uova (ad Emanuele Filiberto toccherebbe, ovviamente, un lancio di olive). Una riflessione (!) marginale: se questo uomo perfetto dovrà per forza essere ricco, come faranno le ragazze a rimanere impassibili davanti all'immancabile e improbabile soprannome (più sei benestante, più il soprannome è stronzo)? Piacere Yaki (o Lapo, tanto per rimanere in tema canino) e una dovrebbe pure rimanere seria. In ogni caso spero che la ragazza prescelta, in un trionfo di rose e fuochi d'artificio, vestita di diamanti come Barbie Schiaccianoci, alla fine dica: grazie Uomo dei sogni, ho capito che non sei il mio tipo. • martedì 24 giugno 2003
Quando imparerò qualcosa relativo all'uso di questo blog, potrete vedere in homepage le categorie in cui sono raggruppati i post. Esorcismi, Ecumenismi, Encicliche, Indulgenze, Giubileo e Cazzi miei. Sarò parsimoniosa nell'uso dell'ultima categoria (oppure no, dipenderà dagli eventi), però un'inaugurazione ufficiale ci vuole (quella ufficiosa c'è già stata qualche post fa). Oggi mi hanno proposto di fare attività educative nei supermercati Io credevo che nei supermercati si facessero le promozioni, te pensa. • sabato 21 giugno 2003
Così il poeta: Aprile è il mese più crudele.
Evidentemente il poeta non ha mai passato qualche giorno d'Agosto a Rimini. • sabato 21 giugno 2003
Lo dicono in tanti: bisogna tenere conto delle radici cristiane dell'europa nella futura costituzione Ue.
Tra gli altri, il papa, Fini, Prodi . C'è posto nella futura costituzione per un accenno al colonialismo come comune radice dell' identità economica europea? • sabato 21 giugno 2003
Sì, tenere la televisione accesa dietro le spalle mentre scrivo al computer è una brutta abitudine: le notizie le sento e non le sento. Ma in alcuni casi può essere un vantaggio. Mario Segni ha fondato un nuovo partito: il nome mi è sfuggito, ma dovrebbe essere Partito democratico-liberale dei liberali, oppure Partito democratico dei democratici liberali (continuate voi con le combinazioni basta non dimenticare democratici e liberali) Nell'intervista dichiara che in Italia "serve un nuovo partito" (infatti penso anch'io che ce ne siano troppo pochi): le motivazioni le trovate qui. Certo che ne è passato di tempo da quando Mariotto Segni si pavoneggiava coi suoi movimenti referendari e Michele Serra, allora direttore di Cuore, lo segnalava alla voce Nuovo che avanza (che già ai tempi, boh). Tra i ricordi anche un giovane Labranca, che nell'ormai leggendario Andy Warhol era un coatto, lo segnalava come esempio di emulazione doppiamente fallita: a) figlio di politico che emula il padre b) politico piccolo che emula politico grande (affiancando una foto della famiglia Segni e una della famiglia Clinton) "Quando, ai tempi del referendum sulla proporzionale, Segni apparve sui tutti i giornali in compagnia della moglie Vicky, fummo in molti a pensare a Bill e Hillary Clinton. Sarà per il gusto di presentarsi con famiglia al seguito, saranno i nomignoli che rendono più umana la politica (Mariotto da Mario e Bill e da William), saranno le y che concludono vezzosamente i nomi delle due signore...chissà!" • martedì 17 giugno 2003
Esposizione dei fatti - venerdì scrivo un paio di post in cui parlo male dei vecchi e tiro in causa le mie nonne - sabato mattina vado all'anagrafe (per fare il duplicato della tessera elettorale) e vengo letteralmente supplicata dagli impiegati: hanno un disperato bisogno di scrutatori - accetto, dato il periodo di sottooccupazione che sto vivendo - la sezione elettorale è in una clinica privata, specializzata in riabilitazione ortopedica: il 90% dei ricoverati è composto da donne anziane con il femore rotto - nell'ingresso c'è un freddo polare e un memento mori sotto forma di centenaria in carrozzella - la stanza dove è stata allestita la sezione è di fianco alle apparecchiature per la risonanza magnetica, sui cui nastri scorrevoli mi sono esibita anch'io qualche anno fa - pure mia nonna è stata ricoverata qui - trascorro due giorni in compagnia di un poliziotto seguace di Sai Baba, un collezionista di cartoline, il sosia di Max Pezzali e una coppia (padre-figlia) di ciellini - votanti sette: ogni volta che se ne affaccia una gli ronziamo tutti intorno, uno prende la tessera, l'altro i documenti, uno timbra le schede (e poi dice: si accomodi nella gabina), uno tempera la matita e il quinto fa la messinpiega alla malcapitata - l'odore misto di disinfettante e minestrina è peggio del napalm di mattina Ho capito l'antifona: si ritorna all'antico. Scherza coi santi e lascia stare i vecchietti. • venerdì 13 giugno 2003
Non vorrei, con l'intervento precedente, avervi dato l'impressione che io abbia una qualche simpatia per i vecchi: non è così. La maggior parte di loro smette di lavarsi all'età di settant'anni, sale sull'autobus pretendendo che giovani paraplegici, donne incinte al nono mese di gravidanza, bambini mutilati gli lascino il posto (naturalmente scappano tutti, storditi dall'odore emanato da quei corpi che si stanno adattando alla decomposizione) e se per caso qualcuno impiega meno di tre secondi netti per abbandonare il seggiolino, attaccano con la litania dei giovani che non hanno più rispetto per nessuno. Ci sono però dei vecchietti che mi piacciono: si chiamano Eritreo Cazzulati, Angelina, il Bizzini, il Piviteri, il professore. Sono le creature di Enzo Lunari e riescono a esorcizzare la morte molto meglio di Antonio Ricci. "Nelle oscure profondità dell'Oceano vivono degli esseri piccolissimi che in sé e per sé sembrano delle nullità. Non sono spettacolari come le balenottere, ne' feroci come i pescicane, ne' intelligenti come i delfini. Non sono neanche commestibili come le cernie o le orate. Insomma, a prima vista sembrerebbero individui assolutamente privi di qualsiasi dote fisica o morale: dei perfetti buoni a nulla. Eppure... Eppure queste minuscole creature a furia di ammonticchiare, sedimentare e stratificare le loro minuscole carcasse, a poco a poco, nel corso dei secoli e dei millenni hanno messo su qualcosa che più di tutti i mostri degli abissi, più delle balenottere, più dei pescicane e dei tonni messi insieme, è in grado di resistere alla terrificante forza dell'Oceano: la barriera corallina. Cosí, tale e quale, in un piccolo mondo rannicchiato nel ventre di un mondo sempre più grande ed ostile, si muovono i personaggi di queste storielle. Non sono uomini politici ne' potenti della finanza, non sono artisti famosi ne' divi dello spettacolo, non sono eroi dello sport ne' luminari della scienza. Sono dei poveri, insignificanti vecchietti, inutili al punto che per loro sembra sprecata perfino la striminzita pensioncina che la società gli butta là mensilmente e sempre con l'aria di dirgli: "Va be', ma che sia l'ultima volta!". Eppure... Eppure a furia di sopravvivere hanno messo insieme una forza che è tutta riassunta nella loro parola d'ordine: "Resistere!". Resistere alla burocrazia, al carovita, al progresso tecnologico, al traffico, all'assistenza sanitaria. Resistere a tutto e contro tutti. Resistere non ostante gli acciacchi fisici e il cervello che magari un po' va e un po' viene. Eroi o rompiscatole si può discutere, una cosa è certa: le loro carcasse sono ben lungi dal sedimentare! • venerdì 13 giugno 2003
Lunedì ho pensato di guardare Velone con lo scopo preciso di scriverne su Amélie: non so come mai, c'era questa vocina che mi diceva: troverai materiale interessante. Invece non sono riuscita ad arrivare in fondo, tanto mi sono rattristata. Ieri sera, a casa di amici, ho visto invece la seconda metà del programma, quindi si può dire che sia riuscita a coprire almeno una puntata. Solo che l'unico impulso che ho avuto non è stato quello di scrivere, ma di correre alle tombe delle mie nonne per ringraziarle (per ringraziarle di cosa? Probabilmente di essere morte: non perchè avrebbero partecipato, ma perchè non credo che sarebbero riuscite a farsene una ragione). I risultati: mi trovo ad essere più o meno d'accordo con Natalia Aspesi e questo mi inquieta (visto che è una nota scopritrice di acqua calda). Antonio Ricci: " Io non faccio varietà, faccio documentari. Non ho scoperto io le veline, e neppure le velone. Metto solo in evidenza un mondo che esiste, quello delle anziane che non s'identificano solo nel ruolo di nonne". Già, preferiscono identificarsi nel ruolo di scimmiette ammaestrate, come le loro nipotine (ecco, l'ho detto). *chi indovina la dotta citazione del titolo avrà lo stesso premio riservato ai partecipanti del concorso Gelli. Lunedì ho pensato di guardare Velone con lo scopo preciso di scriverne su Amélie: non so come mai, c'era questa vocina che mi diceva: troverai materiale interessante. Invece non sono riuscita ad arrivare in fondo, tanto mi sono rattristata. Ieri sera, a casa di amici, ho visto invece la seconda metà del programma, quindi si può dire che sia riuscita a coprire almeno una puntata. Solo che l'unico impulso che ho avuto non è stato quello di scrivere, ma di correre alle tombe delle mie nonne per ringraziarle (per ringraziarle di cosa? Probabilmente di essere morte: non perchè avrebbero partecipato, ma perchè non credo che sarebbero riuscite a farsene una ragione). I risultati: mi trovo ad essere più o meno d'accordo con Natalia Aspesi e questo mi inquieta (visto che è una nota scopritrice di acqua calda). Antonio Ricci: " Io non faccio varietà, faccio documentari. Non ho scoperto io le veline, e neppure le velone. Metto solo in evidenza un mondo che esiste, quello delle anziane che non s'identificano solo nel ruolo di nonne". Già, preferiscono identificarsi nel ruolo di scimmiette ammaestrate, come le loro nipotine (ecco, l'ho detto). *chi indovina la dotta citazione del titolo avrà lo stesso premio riservato ai partecipanti del concorso Gelli. • venerdì 6 giugno 2003
Purtroppo sarà solo per il weekend, anche se l'evento da cui sto scappando si prolungherà fino al 15.
Non so voi, ma io non dormo tranquilla sapendo di essere circondata da migliaia di istruttori di aerobica, dai musclemaniaci e da persone che trovano divertente pagare per lo spinning day (2500 spinbike nella stessa stanza). Ecco l'alfabeto del festival. Notate come per i fitnessmaniaci la Y e la W vengano dopo la Z. • mercoledì 4 giugno 2003
Se il brunch ti ha stufato, puoi sempre provare il Colanzo (contrazione di colazione e pranzo). Magari sorseggiando un capporzino (cappuccino al caffè d'orzo, immagino).
Poi torna a casa a rileggerti neoproletariato. • martedì 3 giugno 2003
Avevo detto che nel nuovo corso di Amélie avrei parlato anche di quello che mi piace. A questo proposito vorrei condividere con voi la bellezza di questo testo.
La follia della donna parte I (Elio e le storie tese) Scarpe di merda da donna che costano milioni all'uomo e pensare che tutto questo lo hanno deciso i ricchioni c'è un cartello di ricchioni che ha deciso che l'anno scorso andava il rosso e quest'anno il blé pantaloni a coste che costavano al mercato euro ventitré oggi li trovi alla buticche comprati dalle donne ricche l'han deciso i ricchioni e io devo accettarlo la follia della donna quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe non hai mai pensato a un tatuaggetto la tua amica sfoggia un tatuaggetto corri corri a farti un tatuaggetto d'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto un tatuaggetto un tatuaggetto un tatuaggetto d'un tratto non ti piace più cosa fai lo togli non puoi ne fai un altro più grosso la follia della donna il disagio mentale di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi sciabattando poi vaghi per le vie della moda in sabot • lunedì 2 giugno 2003
Certi amori ti lasciano
una canzone per sempre Sì, ma non è la tua, Eros (Ramazzotti, ndA). |