
Come mai le persone della mia età (attorno ai trenta) che sono cresciute a pane burro, zucchero e cartoni animati giapponesi (è successo anche a quelli più giovani, ma noi siamo stati le cavie) sono così smorte*?
Voglio dire, avremmo dovuto imparare a sacrificarci per il bene dell'umanità, fare fagotto e partire per l'ignoto per ritrovare la mamma (senza sapere se sia viva o morta). Avremmo dovuto diventare generosi, gentili con i deboli e intransigenti coi prepotenti. Magari saremmo stati un po' ingenuotti, ma per realizzare i nostri sogni e le nostre aspirazioni ci saremmo anche messi le catene ai polsi o fatti legare braccia e gambe con delle stecche di legno. Avremmo abbandonato l'alveare, anche se nessuno l'aveva fatto prima.
Dovremmo essere una generazione di idealisti, di pionieri, di belle persone magari giusto un cincinino coglione.
Perchè tutta questa mediocrità, allora?
La butto lì: non è che stiamo ancora aspettando tutti i superpoteri?
*Per smorte intendo più o meno incapaci di slanci, moderatemente vili e tendenzialmente poco coraggiose: sì, è una generalizzazione e no, non mi sto chiamando fuori, vale anche per me (soprattutto per me).